La frenesia della città

“Si lavora velocemente per vivere lentamente.” – Montserrat Caballé

Contro il logorio della vita moderna”, recitava un noto spot pubblicitario. C’è qualcuno che pensa che lo stile di vita odierno abbia qualcosa di normale per quanto concerne l’uso del tempo? Va tutto a mille, non c’è pausa, non ci deve essere sosta. Si consuma tutto, il tempo in primis.

Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo. Nessuno, proprio nessuno, ne può comprare di più di quello che gli viene assegnato. Eppure lo sport del mondo di oggi è sprecarlo, che non significa non usarlo, ma soprattutto farne un uso cattivo. Si riempiono le giornate di lavoro, le pause pranzo si saltano o si passano davanti ad uno smartphone, le serate si usano per adempiere i doveri che restano, nei fine settimana si deve riposare a causa dello stress accumulato nei giorni feriali e le due settimane di vacanza all’anno bisogna quindi riempirle di viaggi possibilmente in luoghi esotici.

Si sente dire: “Beh, se uno ha un impiego tradizionale è vincolato nell’uso dell’ottanta per cento del suo tempo”. Vero, ma è sbagliato. Forse, un secolo fa, gli uomini avevano tanti comfort in meno e pativano maggiormente alcune sofferenze fisiche ma non erano logorati dalla frenesia del fare senza meta. Se oggi, per un’infinità di motivi, siamo riusciti ad ottenere un enorme miglioramento della qualità della vita, rendendo sempre meno necessari alcuni dolori per gli esseri umani, perché invece di far fruttare tale traguardo abbiamo dato origine ad uno stile d’esistere logorante? Perché non possiamo fare tutto un po’ più lentamente, che comporterebbe anche quasi sicuramente il fatto di farlo meglio?

E’ palese il fatto che oggi è importante fare in fretta, non fare con giudizio. Perché? Perché il denaro corre, l’economia galoppa, chi si ferma è perduto. E invece la mente dell’uomo non è fatta per correre, perlomeno non in ogni istante.

La lettura consigliata è quella de “L’elogio della lentezza” di Lamberto Maffei.