Sole su campo di papaveri

Durante l’autunno e l’inverno capitano spesso lunghi periodi di assenza di giornate di sole. Si alternano giorni nuvolosi, di pioggia o di vento, ma non si vede traccia di scorci di limpido cielo illuminato dal sole.

L’uomo non può vivere senza sole. Non si sta parlando ovviamente del fatto che il sole è il motore primario dell’esistenza della vita sulla Terra. Forse nemmeno della necessità degli esseri umani di essere esposti ai raggi solari per consentire lo svolgimento di alcuni processi biologici. Bensì del bisogno viscerale di ogni donna o uomo di vedere il sole e sentirne il calore sulla propria pelle. Nella mente e nel cuore dell’essere umano il sole è speranza. Quando il cielo è bianco o tetro il mondo sembra andare più lento, appare un poco attonito. Basta un raggio di sole che filtra dalle nuvole per rimembrare l’inarrestabile corso della vita. Quando il cielo si rasserena e il sole splende torna la voglia di fare. Nasce magari un sorriso spontaneo, l’animo si quieta. Viene quasi da essere gioiosi senza motivo. Forse ci tocca almeno un briciolo di serenità, termine che indica sia l’assenza di nuvole dal cielo che quella di pensieri indesiderati dalla mente.

Non solo il firmamento beneficia della presenza del sole. Anche l’ambiente intorno a noi diviene maggiormente piacevole, più familiare. Cambia la tonalità dei colori, il verde delle piante diventa più vivido, il grigio delle rocce più brillante, il blu del mare più profondo. E’ la vita, lo percepiamo, è la vita che tocca la Terra! Godiamo del sole, non per abbronzarci, non solo per usufruire del bel tempo, ma per gli innati sentimenti di gioia e di gratitudine che liberamente sa regalarci.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione. –Francesco d’Assisi