Orizzonte sul mare

Dall’energizzante omelia di Papa Francesco datata 22 Novembre:

«Prima di donarci il suo amore sulla croce Gesù ci dà le sue ultime volontà. Ci dice che il bene che faremo a uno dei suoi fratelli più piccoli, affamati, assetati, stranieri, bisognosi, malati, carcerati, sarà fatto a lui. Il Signore ci consegna così la lista dei doni che desidera per le nostre nozze eterne con noi in Cielo: sono le opere di misericordia che rendono eterna la nostra vita. Ciascuno di noi può chiedersi: le metto in pratica? Faccio qualcosa per chi ha bisogno o compio del bene solo per le persone care e per gli amici? Aiuto qualcuno che non può restituirmi? Sono amico di una persona povera? E così via, tante domande possiamo farci.

“Io sono lì”, ti dice Gesù. “Ti aspetto lì dove non immagini e dove magari non vorresti nemmeno guardare, lì nei poveri. “Io sono lì”, dice Gesù, “anche a te giovane che cerchi di realizzare i sogni della vita”. “Io sono lì”, disse Gesù secoli fa a un giovane soldato; era un diciottenne non ancora battezzato. Un giorno vide un povero che chiedeva aiuto alla gente, ma non riceveva perché tutti passavano oltre. Quel giovane, vedendo che gli altri non erano mossi a compassione, comprese che quel povero era stato riservato a lui, però non aveva niente con sé, solo la sua divisa di lavoro. Allora tagliò il suo mantello e né diede metà al povero subendo le risa di scherno di alcuni lì intorno. La notte seguente fece un sogno, vide Gesù, rivestito della parte del mantello con cui aveva avvolto il povero, e lo sentì dire: “Martino, mi hai coperto con questa veste”. San Martino era un giovane che fece quel sogno perché lo aveva vissuto, pur senza saperlo, come i giusti del Vangelo di oggi.

Cari giovani, cari fratelli e sorelle, non rinunciamo ai grandi sogni, non accontentiamoci del dovuto. Il Signore non vuole che restringiamo gli orizzonti, non ci vuole parcheggiati ai lati della vita, ma in corsa, verso traguardi alti, con gioia e con audacia. Non siamo fatti per sognare le vacanze o i fine settimana, ma per realizzare i sogni di Dio in questo mondo. Egli ci ha reso capaci di sognare per abbracciare la bellezza della vita. Le opere di misericordia sono le opere più belle della vita. E le opere di misericordia vanno proprio al centro dei nostri sogni grandi, dei nostri grandi sogni. Se hai sogni di vera gloria, non della gloria del mondo che viene e va, ma della gloria di Dio, questa è la strada! Leggi il brano del Vangelo di oggi, riflettici su perché le opere di misericordia danno gloria a Dio più di ogni altra cosa. Ascoltate bene questo: le opere di misericordia danno gloria a Dio più di ogni altra cosa. Sulle opere di misericordia infine saremo gudicati.

Ma da dove si parte per realizzare i grandi sogni? Dalle grandi scelte. Il Vangelo oggi ci parla anche di questo. Infatti nel momento del giudizio finale, il Signore si abbassa sulle nostre scelte, sembra quasi non giudicare. Separa le pecore dalle capre, ma essere buone o cattive dipende da noi. Egli trae solo le conseguenze delle nostre scelte, le porta alla luce e le rispetta. La vita allora è il tempo delle scelte forti, decisive, eterne. Scelte banali portano ad una vita banale. Scelte grandi rendono grande la vita.

Noi infatti diventiamo quello che scegliamo, nel bene e nel male. Se scegliamo di rubare diventiamo ladri, se scegliamo di pensare a noi stessi diventiamo egoisti, se scegliamo di odiare diventiamo arrabbiati, se scegliamo di passare ore davanti al cellulare diventiamo dipendenti. Ma se scegliamo Dio diventiamo ogni giorno più amati e se scegliamo di amare, diventiamo felici. E’ così, perché la bellezza delle scelte dipende dall’amore. La bellezza delle scelte dipende dall’amore, non dimenticare questo. Gesù sa che se viviamo chiusi e indifferenti restiamo paralizzati. Ma se ci spendiamo per gli altri diventiamo liberi. Il Signore della vita ci vuole pieni di vita e ci dà il segreto della vita: la si possiede solo donandola. Questa è una regola di vita: la vita si possiede adesso ed eternamente solo donandola.

Orizzonte in campagna

E’ vero che ci sono degli ostacoli che rendono ardue le scelte. Spesso il timore, l’insicurezza, i perché senza risposta, tanti perché… L’amore però chiede di andare oltre, di restare appesi ai perché della vita, aspettando che dal Cielo arrivi una risposta. La risposta è arrivata. Lo sguardo del Padre che ci ama e ci ha inviato il Figlio. No, l’amore spinge a passare dai perché al per chi, dal perché vivo al per chi vivo, dal perché mi capita questo al perché posso fare del bene, a per chi posso fare del bene, per chi? Non solo per me. La vita è già piena di scelte che facciamo per noi stessi, per avere un titolo di studio, degli amici, una casa per soddisfare i propri interessi, i propri hobby, ma rischiamo di passare anni a pensare a noi stessi, senza cominciare ad amare.

Il Manzoni diede un bel consiglio: si dovrebbe pensare più a far bene che a star bene, che così si finirebbe anche a star meglio. Ma non solo, non ci sono solo i dubbi e i perché a insidiare le grandi scelte generose. Ci sono tanti altri ostacoli tutti i giorni. C’è la febbre dei consumi che narcotizza il cuore di cose superflue. C’è l’ossessione del divertimento che sembra l’unica via per evadere dai problemi e invece è solo un rimandare il problema. Se fissarsi sui propri diritti da reclamare dimenticato il dovere di aiutare. Poi c’è la grande illusione sull’amore, che sembra qualcosa da vivere a colpi di emozioni, mentre amare è soprattutto dono, scelta e sacrificio. Scegliere, soprattutto oggi, è non farsi addomesticare dall’omologazione. E’ non lasciarsi anestetizzare dai meccanismi di consumi che disattivano l’originalità e saper rinunciare alle apparenze all’apparire. Scegliere la vita è lottare contro la mentalità dell’usa e getta, del tutto e subito, per pilotare l’esistenza verso il traguardo del Cielo, verso i sogni di Dio. Scegliere la vita è vivere e noi siamo nati per vivere, non per vivacchiare. Questo lo ha detto un giovane come voi. “Io voglio vivere non vivacchiare”.

Ogni giorno tante scelte si affacciano sul cuore, vorrei darvi un ultimo consiglio per allenarsi a scegliere bene. Se ci guardiamo dentro vediamo che in noi sorgono spesso due domande diverse. Una è: che cosa mi va di fare? E’ una domanda che spesso inganna, perché insinua che l’importante è pensare a se stessi, assecondare tutte le voci e le pulsioni che vengono. Ma la domanda che lo Spirito Santo suggerisce al cuore è un’altra, non è: “Che cosa ti va?”, ma “Che cosa ti fa bene?”. Questa è la scelta quotidiana: che cosa mi va di fare o che cosa mi fa bene. Da questa ricerca interiore possono nascere scelte banali o scelte di vita, dipende da noi. Guardiamo Gesù, chiediamo il coraggio di scegliere quello che ci fa bene, per camminare dietro a lui nella vita dell’amore e trovare la gioia per vivere e non vivacchiare.»

L’omelia può essere ascoltata su YouTube.